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Impastatrici, quattro ‘assi’ a confronto

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Sono diverse le tipologie di impastatrici in commercio, fra le principali ne elenchiamo quattro, pur esistendone altre: a spirale, a forcella, tuffante e planetaria. Il modello a spirale è ottimo per la lavorazione degli impasti che contengono un’elevata quantità di acqua o liquidi, in genere quelli più teneri e di media consistenza, perfetti per pane, pizze, focacce e biscotti. Rispetto alle altre tipologie questa impastatrice costa meno, ma ha il difetto di surriscaldarsi troppo durante la lavorazione del composto. Il tipo a forcella riguarda tutte quelle impastatrici che sono utilizzate nell’ambito della pasticceria dove sono richiesti impasti lievitanti e a lunga lavorazione, tipici di macchine professionali anziché ad uso domestico.

La cosiddetta impastatrice tuffante prende il nome dal movimento delle mani che si ‘tuffano’ nell’impasto, indicata per impasti a stretto giro di lievitazione, anche se risulta un po’ più lenta del modello a spirale. E veniamo alla regina delle impastatrici, la planetaria, quella che si trova in quasi tutte le case, così battezzata per il movimento rotante simile a quello dei pianeti. La planetaria è multifunzione e versatile, adatta ad ogni tipo di impasto, anche se eccelle negli impasti dolci più morbidi per la produzione di creme e basi per dolci. Particolarmente apprezzata in cucina, è la più utilizzata non soltanto dagli chef ma anche dai buongustai che amano sperimentare nuove ricette e sono attaccati alle tradizioni gastronomiche tipiche di una cucina naturale e salutare.

La planetaria si avvale di accessori come fruste, palette e ganci, questi ultimi impiegati nel trattamento degli impasti più densi. Il suo braccio meccanico è meglio di qualsiasi altro in carne e ossa, potente e preciso nel mixare gli ingredienti e portali al giusto grado di amalgama. Ottima nella lavorazione di prodotti di alta pasticceria, compresi i panettoni. Perché rispetto alle altre tipologie di impastatrici la planetaria ha una marcia in più? Intanto, nonostante il meccanismo complesso, è facile da usare, inoltre permette la lavorazione di grossi quantitativi di composto, in questo supera il robot da cucina meno capiente. Per chi, poi, è un ‘fan’ della pizza e del pane fatti in casa, non può esserci di meglio che affidarsi a una buona planetaria, fa tutto da sola, l’unica fatica è assaggiare i suoi ‘capolavori’.